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Elezioni regionali in Veneto, le coalizioni si affidano agli esperti «di casa», per Stefani anche Anusual

  • Immagine del redattore: Anusual SRL
    Anusual SRL
  • 26 ott
  • Tempo di lettura: 3 min

Autore: Silvia Madiotto


Melina lo spin doctor del leghista Stefani con il supporto dell'agenzia di comunicazione Anusual, Bellomo per il dem Manildo. Il percorso segnato da presenza sui social e incontri sul territorio. Nel prossimo mese attesi tutti i big, da Meloni a Schlein.


VENEZIA – Una cosa a cui il Veneto non era abituato, in questi ultimi quindici anni, erano i confronti faccia a faccia fra candidati presidenti.Invece Alberto Stefani per il centrodestra e Giovanni Manildo per il centrosinistra non si sono fatti negare, anzi, stanno dimostrando abbondanza.


Il primo dibattito era stato un po’ freddo ma solo per la distanza geografica imposta dai due (Manildo in presenza, Stefani in «smart working» da Roma, dov’è deputato), ma poi ne sono arrivati altri, più brevi — come quello al Festival della Statistica a Treviso — o più lunghi come quello condotto dal segretario della Cisl Veneto Massimiliano Paglini.E se il buongiorno si vede dal mattino, i due candidati dal piglio moderato, entrambi di preparazione giuridica, entrambi di famiglia cattolica, entrambi con gli occhi chiari (che ad aggiungere similitudini si finisce per prenderle davvero tutte) si incontreranno di nuovo. Ai prossimi appuntamenti, anche gli altri tre candidati presidenti si augurano di essere invitati e poter partecipare.


Esempio di post di Anusual per Alberto Stefani
Esempio di post di Anusual

Le due coalizioni giocano in casa anche con gli spin doctor, con volti che all’interno dei partiti sono molto più che noti, e che hanno già giocato ruoli importanti in altre campagne elettorali.

Già lo stile di questa sfida 2025 sembra diverso dalle precedenti. Segnato dai confronti diretti, ha anche una linea molto soft e istituzionale, per il momento, con attacchi politici ma senza sgarbi (ad esclusione del “vaffa” pentastellato di pochi giorni fa, presto ritrattato).I social sono irrinunciabili, chiaramente, usati con attenzione da tutti i candidati: è un investimento molto meno impattante rispetto a manifesti e cartelloni e arriva a una fetta maggiore di persone, ma è l’incontro fisico a segnare il solco, quest’anno.


Determinante, dato che già si deve districare fra sette province, cinquecento comuni e migliaia di strette di mano.

Alberto Stefani , l’uomo che ha accompagnato Massimo Bitonci alla prima, storica vittoria leghista nella città di Padova, e che negli ultimi anni ha ricoperto ruoli di segreteria a Roma, accanto al sottosegretario alla Giustizia Andrea Ostellari.È anche autore di un libro dedicato a chi si occupa di comunicazione istituzionale, dai candidati agli uffici stampa: «Non difenderti, attacca».Con lui ci sono Nicolò Comis e l’agenzia di comunicazione Anusual.


Con Giovanni Manildo c’è Matteo Bellomo, segretario provinciale del Pd di Venezia, che nel 2013 aveva seguito la campagna vincente dell’allora primo sindaco di centrosinistra nella città di Treviso.Insomma, un grande ritorno.Con sé Bellomo ha il supporto di Jacopo Bulgarini d’Elci (già stretto collaboratore dell’ex sindaco di Vicenza ed ex eurodeputato Achille Variati), entrambi con ruolo di strategia e ufficio stampa, e di Alessandro Basso, membro della segreteria del Pd trevigiano, per gli incarichi d’agenda e organizzativi.


Entro il prossimo frenetico mese che porta al voto del 23 e 24 novembre arriveranno anche i leader, sono attesi tutti.I vertici di governo Giorgia Meloni, Matteo Salvini e Antonio Tajani non faranno mancare al Veneto ciò che è già stato fatto per le precedenti tre Regioni al voto: un grande palco di coalizione.E questo, presumibilmente, sarà a ridosso delle urne.C’è grande attesa soprattutto per l’arrivo della premier, che necessariamente dovrà far coincidere non solo le elezioni contemporanee di Veneto, Campania e Puglia, ma anche impegni istituzionali nazionali e internazionali.

Anche il campo largo riformista schiererà tutti i leader, da Elly Schlein, segretaria del Pd, a Giuseppe Conte del Movimento 5 Stelle e Carlo Calenda di Azione.


Poi si sa, anche i candidati consiglieri hanno bisogno di visibilità e si affidano a professionisti e agenzie per battere a tappeto le province a caccia di preferenze: la loro sfida è non fra cinque aspiranti presidenti, ma contro i candidati del proprio partito e quelli delle altre liste, tutti a pescare nello stesso bacino.Le preferenze sono una vera battaglia, bisogna farle scrivere sulla scheda, non basta una croce sul simbolo.

E allora serve qualcuno del settore che spinga il candidato sui social, che promuova eventi e incontri, che crei grafiche accattivanti, che sappia cogliere gli scatti più curiosi da «socializzare».

Comincia il tutti contro tutti.


Elezioni regionali in Veneto Stefani Anusual

 
 
 

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